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WEBINAR ONLINE | 12 maggio ore 10:00

Trasparenza retributiva:

cosa cambia con il decreto di recepimento

e come prepararsi operativamente

Il recepimento della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti degli ultimi anni in ambito HR.

Il decreto legislativo nazionale non introduce semplicemente nuovi obblighi informativi, ma modifica in profondità il modo in cui le aziende dovranno gestire, interpretare e giustificare le proprie politiche retributive.

Non si tratta quindi di un adempimento formale, ma di un passaggio che impatterà direttamente sull’organizzazione del lavoro, sui sistemi di classificazione dei ruoli, sui processi decisionali e sulla qualità dei dati disponibili.

Dalla trasparenza alla dimostrabilità

Uno degli elementi più rilevanti della nuova disciplina è il passaggio da un modello implicito a uno esplicito e dimostrabile.

Le aziende dovranno essere in grado di spiegare perché due ruoli sono considerati equivalenti, come vengono determinate le retribuzioni, quali differenze esistono tra uomini e donne e che impatti hanno.

Il concetto di “lavoro uguale o di pari valore” diventa quindi centrale e richiede un livello di formalizzazione che molte organizzazioni oggi non hanno ancora sviluppato.

Il vero tema, rendere la norma operativa

Il punto critico non è comprendere la norma, ma renderla operativa.

Le attività richieste sono tra loro interconnesse: classificare correttamente la popolazione aziendale, analizzare i dati in modo coerente, monitorare nel tempo gli indicatori, gestire eventuali scostamenti e garantire tracciabilità delle decisioni.

In molti contesti, queste attività sono ancora gestite in modo frammentato o manuale. La nuova normativa rende questo approccio difficilmente sostenibile.

Il ruolo degli strumenti

È proprio in questa fase che emerge un elemento chiave: la compliance alla Direttiva non è solo un tema normativo, ma anche un tema di strumenti e capacità di lettura del dato.

Per affrontare in modo strutturato queste richieste, le aziende stanno introducendo piattaforme in grado di supportare la definizione di gruppi omogenei di lavoratori, l’analisi delle differenze retributive e il monitoraggio continuo degli indicatori richiesti.

Questi strumenti permettono inoltre di simulare l’impatto di possibili interventi correttivi, integrare dati provenienti da sistemi diversi e restituire una visione chiara e utilizzabile per il management.

Non si tratta solo di tecnologia, ma della possibilità di trasformare un obbligo normativo in un processo governabile, riducendo complessità e aumentando la qualità delle decisioni.

Lo stato dell'iter normativo

Grazie alla disponibilità degli atti parlamentari e del testo recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, è oggi possibile avere una visione abbastanza chiara delle direzioni che il decreto prenderà.

Questo consente alle aziende di non attendere la pubblicazione ufficiale, ma di iniziare già ora a comprendere le implicazioni e impostare le prime attività in modo consapevole.

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